Dizionario della politica: sovranismo.

Posted on 11 agosto 2013

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Nel recente articolo riguardante le primarie del Partito Democratico in Sardegna, il giornalista Vito Biolchini scrive:

Ma se oggi un no ai sardisti può avere una sua giustificazione politica, con quale motivazione possono essere tenuti fuori dall’alleanza il Partito dei Sardi di Paolo Maninchedda e FranciscuSedda (che pure ha già avuto un incontro con il tavolo del centrosinistra), Irs di Gavino Sale (che con tavolo ha tentato una interlocuzione), il movimento Sardigna Libera di Claudia Zuncheddu, più altre forze che da sinistra stanno interpretando in maniera nuova e originale i valori del sovranismo? Solo perché SoruBarracciu e Gesuino Muledda non gradiscono?

Nello spazio riservato ai commenti, ho chiesto quali siano quali siano queste “altre forze che da sinistra stanno interpretando in maniera nuova e originale i valori del sovranismo”. Ho ribadito inoltre la poca chiarezza intorno al termine “sovranismo”, perché si propone un’alleanza tra forze che di questo danno significati ben diversi (ai quali aggiunge quello dato dallo stesso Biolchini qualche tempo fa).
La risposta di Vito è la seguente:

Sotterraneamente molto si muove a sinistra, dove tanti giovani militanti hanno capito che il tema della lingua può essere alla base di un modo nuovo di vivere e rappresentare valori e ideali di giustizia, uguaglianza e progresso sociale. Sono forze che ovviamente vanno organizzate in una prospettiva di autogoverno della Sardegna (perché questo è il sovranismo).Quanto ai vari sovranismi in circolazione, i Rossomori puntano sull’energia, il Partito dei Sardi sulla questione fiscale, Sardigna Libera su quella ambientale: secondo me il sovranismo dovrebbe basarsi sulla questione linguistica. Sono modi diversi di affrontare la stessa questione dell’autogoverno, tutti assolutamente compatibili tra di loro.

Io penso che la questione sia molto più politica che relegata ai singoli temi. In maniera brutale:
– il Partito dei Sardi di Maninchedda e Sedda considera il sovranismo un passaggio fondamentale per approdare alla costituzione di uno Stato sardo indipendente dall’Italia.
Ciò significherebbe, in un primo momento, applicare in maniera stretta lo Statuto speciale di cui oggi gode la Sardegna, e potenziarlo soprattutto nelle parti riguardanti la fiscalità (vedi le istanze del Fiocco verde per l’Agenzia sarda delle entrate). Questo significherebbe porre la Sardegna in una situazione simile a quella vissuta oggi dalla Scozia o dai Paesi Baschi. In un secondo momento la questione si sposterebbe sull’autodeterminazione. Non si capisce quindi perché Sedda sia fuoriuscito da ProgRes, dal momento che anche questo partito propone lo stesso iter; lo stesso si può dire per la maggioranza degli altri partiti indipendentisti. Misteri sepolti da troppe parole. O supercazzole.
– il partito dei Rossomori considera il sovranismo un passaggio che salterebbe l’indipendenza per approdare a un nuovo concetto di Europa: quella delle nazioni e dei popoli. Il processo implica contemporaneamente una riforma anche dell’Unione Europea e un nuovo modo di intendere la forma statuale. Quello che non si comprende è perché questa definizione quando nello statuto compaiano definizioni quali “sovranità” e “indipendenza”, che vogliono dire una sola cosa: autodeterminazione. Inoltre trovo surreale che la rassegna stampa presente sul sito o la condivisione di articoli su facebook riguardi in maggioranza questione strettamente di palazzo italiano o interne ai partiti del centrosinistra italiani, in modo particolare il PD. Capisco che bruci ancora quanto accaduto qualche mese fa, però ci vorrebbe un minimo di chiarezza e coerenza.
Sardigna Libera non è un partito sovranista ma indipendentista, come emerge dallo statuto (http://www.sardignalibera.net/statuto-del-movimento-sardigna-libera/)
– il sovranismo che propone Vito sembra molto simile al primo momento del progetto politico del Partito dei Sardi, senza che poi si arrivi all’indipendenza politica dall’Italia.

Questo per dire che il termine sovranismo sembra un nuovo trend volto a nascondere le reali intenzioni di chi lo pronuncia oppure volto a nascondere la poca chiarezza delle idee. In entrambi i casi il fine è uno: avvicinare un elettorato spaventato.
Quando pronuncia “sovranismo”, il Partito dei Sardi (o almeno Sedda) vuole dire “indipendenza”. Ma si ha paura di usare quella parola per non spaventare l’elettorato.
Quando pronuncia “sovranismo”, il partito dei Rossomori vuole dire “Stati Uniti d’Europa”. Ma teme di utilizzare quella parola perché si dovrebbero spiegare troppe cose e si sa che molti elettori si annoiano facilmente. Inoltre ha paura di utilizzarla oggi, alla luce dei venti anti-europei che soffiano. Non sottovaluterei anche il fatto che tra di loro non si siano ancora accordati in maniera unanime su questo termine.
Sardigna Libera non pronuncia la parola sovranismo.
Quando pronuncia la parola sovranismo, Biolchini vuole dire “autonomismo tout court”.

Quindi, se il dizionario della politica presenta già i termini giusti, perché inventarne uno che tenti erroneamente di spiegare – e accomunare – cose diverse?

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