David Grossman cittadino onorario di Cagliari? No, grazie.

Posted on 20 aprile 2013

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“Rischia di non piacere per niente alla comunità musulmana”

Così scrive Vito Biolchini sul suo blog, e da lui uno scivolone simile non me lo sarei mai aspettato, perché rischia di gettarsi nel calderone dei tuttologi che dipingono la questione palestinese come uno scontro religioso: non lo è.
La questione palestinese è un conflitto coloniale, dove l’ebraismo è stato sfruttato in un primo momento dall’ala politica del movimento sionista, tramutandolo da religione-etnia in nazionalismo. In seconda battuta, con il mancato soddisfacimento del contenuto degli Accordi di Oslo, il partito “laico” palestinese Fatah è stato superato da Hamas e dall’Islamic Jihad Movement in Palestine: arrivò la Seconda Intifada con gli attacchi suicidi verso i civili israeliani e la “Guerra al Terrore” dopo l’11 settembre, ecco che la questione fu tramutata dai benpensanti in religiosa.

Fatta questa premessa, la cittadinanza onoraria a David Grossman più che uno scandalo sarebbe triste, perché lui – come Amos Oz o Abraham Yehoshua – rappresenta la faccia pulita del governo israeliano; nonostante sia distante dal Likud, da Israel Beitenu, da Habayit Hayeudi o dal gruppo Gush Emunim, Grossman fa parte della sinistra sionista: sinistra sì, ma sempre sionista rimane.
Questi intellettuali israeliani sono un disco rotto che continua a chiedere una soluzione dei due Stati che è obsoleta e ingiusta, e non lo dico io, misero studente di Scienze Politiche, ma oggi stesso lo ha detto John Kerry (http://www.jpost.com/Diplomacy-and-Politics/Kerry-2-state-solution-may-be-dead-within-2-years-310156).

Ancora, questa è la sinistra israeliana che ha chiesto al prigioniero politico palestinese Samer Issawi, in sciopero della fame da settimane, di concluderlo perché le sue azioni potrebbero mettere a repentaglio la pace nella regione (http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/top-israeli-authors-plead-with-palestinian-security-prisoner-end-hunger-strike.premium-1.515276). Il suo “suicidio” contro “noi, messaggeri di pace”, a sottintendere che il gesto di Issawi non sia di pace. E invece sbagliano, perché lo sciopero della fame che sta conducendo e il più nobile gesto di pace che un uomo possa fare, perché è nonviolento e perché chiede giustizia.
Sì, perché quello che gli intellettuali mainstream non vogliono capire, e non solo loro, è che la pace dei fiori nei cannoni è una pace finta. La pace, perché sia tale, deve essere giusta. Però sono questi gli intellettuali che piacciono, gli intellettuali tuttologi con un piede in due scarpe che oggi vanno tanto di moda, i democristiani della filosofia che spopolano ovunque, cerchiobottisti. In Italia basta accendere un qualsiasi programma di approfondimento politico per scovarli, in Sardegna pure. Le facce pulite che piacciono a bambini e ad anziani, come Roberto Saviano, come tanti opinionisti del Corriere della Sera e de La Repubblica.

Il problema non è che Grossman sia israeliano, ma che sia lo strumento di un regime mascherato da democrazia; quello che io contesto è l’utilizzo semplicistico del termine “democrazia”, non solo al caso israeliano. Grossman, Oz e Yehoshua sono strumenti di quello israeliano. Ricordo con uguale tristezza lo scrittore cinese Mo Yan al Festival Isola delle Storie di Gavoi nel 2011, che faceva melina alle domande più scomode sul regime cinese.

Il grande abbaglio dell’analisi politica mainstream è la scarsa capacità critica. Il grande abbaglio della sinistra europea è il sionismo di sinistra.

Altri scrivono: “Perché non conferirla nella stessa occasione anche ad un autore palestinese?”
Era chiaro che sarebbe prima o poi arrivata l’opinione del normalizzatore. Mi aspetto a breve l’opinione di qualcuno che metta in guardia contro l’antisemitismo perché il cerchio si chiuda.
Oggi la città di Ravenna ha conferito la cittadinanza onoraria a Rossella Urru, allora dico: perché non conferire la cittadinanza onoraria ai suoi rapitori? Per par condicio.

Per quale motivo vogliamo dare la cittadinanza onoraria a Grossman? Perché possa aiutare Cagliari a uscire dalla crisi culturale che sta affrontando?
Oppure perché la mozione è stata presentata in consiglio comunale dal marito di colei che organizza il festival Tuttestorie, di cui Grossman è presidente onorario?

Vedremo, ma anche in caso affermativo sarà un lusso momentaneo che va a discapito della giustizia.

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