Vince Bibi, vincono i suoi alleati, perde Lapid

Posted on 18 marzo 2013

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In Israele, con questa nuova squadra di governo vincono tutti. O quasi.

Sicuramente vince Netanyahu, attaccato nei giorni scorsi da alleati e opposizioni, da quotidiani e blogger. “Un debole”, pensavano. Nella morsa degli ultra-ortodossi, di Yesh Atid, di Jewish Home.
Il tema caldo in Israele non è l’occupazione né la risoluzione della questione palestinese: è la crisi economica, la protesta sociale che ha animato le piazze di Tel Aviv le passate estati. Yair Lapid al Ministero delle Finanze significa consegnare il peso delle proteste nelle mani del principale avversario politico. Chi protestò all’epoca chiedera risposte immediate, ora. Lapid difficilmente ne uscirà indenne. Chapeau per Bibi. Yair Lapid, rischia di perdere.

Vince Jewish Home, il partito dei coloni, che porta a casa i tre dicasteri più importanti. A Naftali Bennet va il Ministero dell’Economia, fondamentale per dirottare i fondi statali verso le colonie della West Bank e di Gerusalemme Est. Uri Ariel al Ministero dell’Edilizia potrà pianificare la giudeizzazione della Galilea, del Naqab, del Triangolo e rafforzare i blocchi di colonie – e crearne di nuovi? – in West Bank. 

Vince Yisrael Beitenu, il partito di Avigdor Lieberman, si prende il Ministero dell’Agricoltura, con il quale si potranno ampliare le “green areas” di Gerusalemme Est e rafforzare il controllo sull’area C della West Bank.

Vince il Likud con Gideon Sa’ar, in veste di Ministro dell’Educazione, ha fatto sparire i palestinesi dall’educazione scolastica inferiore in Israele. Ora avrà in mano il Ministero dell’Interno.
Al Ministero della Difesa si colloca Moshe Ya’alon, l’uomo che, a capo delle Forze di Difesa israeliane, è riuscito a portare l’arrendevolezza algerina nei Territori Palestinesi, calpestando e traumatizzando la popolazione durante la Seconda Intifada

Questo è il regalo di Netanyahu al Presidente Obama in visita.
A perdere, sono i palestinesi. Come sempre.

 

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