Falastin diaries – These days

Posted on 16 novembre 2012

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In giornate come queste ci si chiede “perché”.
Si parla di religione, di perenne situazione conflittuale e via dicendo.

Può sembrare obsoleto nel 2012 osservare un popolo non inserito nel contesto “occidentale” resistere a una potenza “occidentale”. Sono vicende che l’immaginario collega all’Africa, all’Asia e all’America Meridionale tra gli anni ’40 e ’70, per questo paiono obselete e giornate come queste vengono liquidate sbuffando dai più.

La realtà racconta una storia diversa. La questione palestinese è una delle poche vicende coloniali ancora in corso, sicuramente la più complessa.


Questa è la casa della famiglia al-Ghirayib a Beit Ijza.
La casa è stata circondata dall’espansione dell’illegale colonia israeliana di Givon Hahadasha. Le autorità israeliane hanno fatto pressione più volte affinché la famiglia abbandonasse l’abitazione, così non è stato.
In risposta la casa è stata circondata da una barriera, l’ingresso avviene attraverso un cancello la cui apertura e chiusura sono regolate da una postazione israeliana, un ponte sopraelevato permette l’attraversamento di coloni e soldati, una videocamera filma il flusso umano da e per la casa.


Questa è la “Strada sotterrata” che collega Biddu a Bir Nabala, lunga circa 2km e interamente sotto il livello del suolo per nascondere il traffico palestinese -la visione dell’essere umano palestinese- alle illegali colonie israeliani ai lati della strada.

Si chiama occupazione, apartheid, colonialismo.
On these days respect existence or expect resistance.

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