From south to east and next

Posted on 11 dicembre 2011

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Tornato dal sud già sapevo che la prossima metà sarebbe stata est.
Non ancora partito in direzione est già sapevo che sarebbe venuto nuovamente il sud.
Di ritorno dall’est già lo rivedevo, lì, due passi oltre il sud che aveva d’arrivare.

 
Implodes – Black Earth (2011)
Loop a tracciare i solchi sonori, riuscendo però ad apportare una melodia che questi non avevano, più tipica dei Ride e affini ad esempio, con una matrice rock che è sempre quella degli Stooges come da tradizione ma riletta secondo l’attualità, quindi tempi lenti e volume saturo come i Nadja  o i mai dimenticati Angelic Process.


Bon Iver – Bon Iver (2011)
Il superamento del folk senza la spinta schizofrenica di Buckley padre -che diciamolo, è sempre stato un gradino sopra lo sfortunato figlio-, un insieme di note che si armano di cotone e rendono l’atmosfera soffusa citando città e regioni, un’introspezione intima che di questi tempi è difficilmente migliorabile. Tanto da perdonare la chiusura che porta in spalla le ombre di Sting o dei Toto più imbalsamati: con sorpresa però, passa anche questa.

   

Forse il libro più importante di quest’anno, un’inchiesta precisa e necessaria per dare una risposta a tutti i “NO!” che danni urliamo al vento, al maestrale, ai venti (http://losailvento.wordpress.com/). Importante per me si intende, ma sono sicuro di non essere solo in questo percorso.

<<Quì in Sardegna, la gente è tanto ospitale che accoglie come persone perbene anche chi arriva per approfittarsene. A predarla, in un modo o nell’altro, sono stati fenici, cartaginesi, romani, bizantini, pisani, genovesi, saraceni, catalani, spagnoli, francesi, austriaci, piemontesi e buoni gli ultimi, gli italiani. La storia ha anche regalato a quest’isola la beffa di vedersi innalzata al rango di regno per essere poi meglio sfruttata come colonia. E sebbene colonia in parte forse ancora rimane, nessun potentato, impero o corona può dire di aver mai veramente sottomesso il popolo sardo. Anche se, a onor del vero, bisogna riconoscere che spesso troppi sardi si sono asserviti da soli>> 

Il resto è storia di cambiamenti, e come ogni cambiamento si porta dietro un turbinio di idee, speranze e felicità immense, ma anche malumori, dolore e incomprensioni. Da sud a est e ritorno però il cammino è ancora lungo e nuovi cambiamenti non si faranno attendere.

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