Falastin diaries – “Refusing to die in silence” (video)

Posted on 19 ottobre 2011

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Il video realizzato dal media-group del Popular Struggle Coordination Committee (PSCC). Un riassunto della nostra esperienza insieme ad altri attivisti israeliani e internazionali nell’accompagnamento dei contadini palestinesi nella raccolta delle olive.

Al minuto 2:12 la testimonianza visiva di un attacco portato dai coloni a un gruppo di attivisti, contadini e rappresentanti del PSCC.

*Una febbre intestinale mi ha costretto allettato presso la sede centrale del Comitato a Ramallah, alcune riflessioni però sfuman0 nella strada di ritorno a casa. Il checkpoint di Qalandya con i suoi murales dedicati a Yassir Arafat e Marwan Barghouti, la versione palestinese de l’Urlo di Edvard Munch, la coda infinita all’uscita di Ramallah è il primo sentore della bantustanizzazione della Palestina, un paese che ha piena autorità all’interno dei centri abitati -quelli principali-, mentre il paesaggio non-urbano presenta l’opprimente presenza dell’occupazione: impossibile che passino trenta secondi di orologio senza scorgere la presenza militare israeliana.
Come nel Sudafrica del 1951 con il Bantu Authorities Act, l’apartheid israeliano mira alla creazione di città-stato palestinesi ad eccezione di Al-Quds (Gerusalemme), che verrebbe incorporata definitivamente dalla forza occupante. Il 1994 in Palestina è ancora lontano, ma arriverà con il suo vento di libertà.

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