Musica sulle Boh…che?

Posted on 4 settembre 2011

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La pioggia che ha intriso la maglietta non si è ancora asciugata, continua a il suo ticchettio sul pavimento di casa. Il bisogno di scrivere è però più urgente di qualsiasi panno e vestito asciutti.
No, questo non sarà il solito post che nelle intenzioni vorrebbe essere distaccato ma puntualmente non lo è, quello che vado a scrivere è uno sfogo intimo, di amarezza e rabbia che scorrono verso la pozza d’acqua ai miei piedi.
E’ un gesto impulsivo dettato dall’amore per un paese che ho spesso paura a dichiarare, quelle che chiamo radici e mi intimoriscono al solo pensiero.
E’ la prima volta che parlo di Lungoni su queste pagine, deve essere anche questo, l’emozione della prima volta.

I colori, le diapositive incastonate nella mia testa, i dubbi, gli sguardi. Mi ero ripromesso che ne avrei scritto a tempo debito, a Festival ultimato -come è giusto che sia- per tracciarne un bilancio quanto più obiettivo. Una promessa resa vana non dalla pioggia, che tra agosto e settembre fa sempre capolino qui, in questo angolo di mondo perso tra due Isole nel cuore del Mediterraneo e battuto dal Maestrale. No. Non dalla pioggia ma dall’uomo.

L’undicesima edizione del Festival Musica sulle Bocche – Musique sur les Bouches è cominciata solo sulla carta, in quei programmi splendenti della luce del Faro di Capo Testa che già dalla prima giornata hanno visto la presenza di fogli bianchi con aggiornamenti in corso d’opera, spostamenti e rinvii.

Le premesse erano buone, addirittura ottime – dicevo dentro di me. Innanzitutto per la scelta della location, quel quartiere di S.Lucia che è sicuramente tra gli angoli più caratteristici di Lungoni, con la candida chiesetta dei pescatori dedicata alla Santa cieca, con l’insenatura naturale del porto, con la casette basse in granito e cortili di mistero. Naturalmente non mancavano le esibizioni del tramonto a Capo Testa e dell’alba a Rena Bianca, punti di forza della Rassegna, porti sicuri verso i quali puntare. E soprattutto non mancavano gli artisti di qualità -diciamolo una volta per tutte: la “fama” internazionale non è sinonimo di qualità, per questo utilizzo immediatamente il termine qualità senza passare per “fama”-: la reunion storica degli Area, che anche orfani della voce di Demetrio Stratos riescono ancora ad infiammare gli ascoltatori, giovani talentuosi come i Guano Padano e Jorn Oien Trio, il progetto del padrone di casa Enzo Favata, ovvero quel “Games” in collaborazione con Anja Lechner, Marcello Peghin e U.T. Gandhi.
Un bill nel complesso favoloso, i problemi quindi risiedono altrove.

La scelta di abbandonare Piazza Vittorio Emanuele  II è assolutamente condivisibile. Una piazza spogliata della sua anima dopo i lavori di ammodernamento, privata di quella intimità custodita gelosamente dagli oleandri e gettata al vento senza un saluto, senza un ringraziamento. Una scelta però troppo affrettata, poiché rimane comunque il centro nevralgico intorno al quale ruota il paese, e un passaggio così brusco dal tutto al niente non è salutare. E nella categoria “niente” ci inserisco il dj-set notturno collegato al Festival: poveri ragazzi costretti ad esibirsi tra le colonne del porticato, in disparte, quasi in punta di piedi per non disturbare. Passando di lì verrebbe da pensare all’organizzazione di uno dei locali della Piazza, non a un Festival di Musica Internazionale.

Qualcuno potrà obiettare che il tempo non sia stato clemente, ma tu, tu che mentre leggi te la prendi con la pioggia, fermati un attimo a riflettere. Le carenze riscontrate sarebbero state le stesse anche sotto il sole e con una coperta di stelle.
Le cifre riportate da La Nuova Sardegna parlavano di circa 18.600 spettatori nel 2010, un dato che mi pare sicuramente esagerato per non dire gonfiato, ma se questi sono i dati…allora felice di essere smentito. L’unica sicurezza è che per l’edizione 2011 una simile cifra non si sarebbe mai raggiunta, neanche utilizzando massicce dosi di fantasia nel resoconto finale, poiché il divario tra immaginario e reale sarebbe stato eccessivamente marcato, eccessivamente sputtanabile.
I motivi di questo calo -che non inizia certo quest’anno- sono da imputare in primis alla scarsa pubblicità, che al di fuori delle rubriche di settore è stata alquanto povera di visibilità, senza trascurare il buio nel quale gli organizzatori si sono trovati dinanzi alle novità informatiche, in particolare quelle dettate da social-network e community. Un esempio su tutti, che sono sicuro non passerà inosservato:  Time in Jazz, 3392 contatti su facebook, Musica sulle Bocche, 397 contatti. Non è necessario aggiungere molto di più, se non che la pubblicità della pagina – sulla pagina ha atteso l’imminente data del 27 giugno, ore 18.57 -come recita la nota facebook- per “lanciarsi”.
Imminente e al singhiozzo, sino alla settimana precedente l’inizio della kermesse.

Nelle giornate di ieri e oggi -3 e 4 settembre- una perturbazione proveniente da ovest non ha fatto altro che portare a galla lacune che già premevano per affiorare in superficie.
La Messa Cantata dai Tenores di Bitti ha subito un fuggi-fuggi generale nelle battute finali, nonostante la minaccia di pioggia e un’allerta della Protezione Civile, e con il centro polivalente del Cenacolo capiente e soprattutto riparato.
La Natura è stata però implacabile, con i giovani del progetto Arctic Mood costretti a suonare in acustico e con l’annullamento del concerto di Progetto Nudo Quartetto. Nota a margine, i due concerti dovevano tenersi in location differenti, scambiate nel primo pomeriggio l’una con l’altra: uno dei due sarebbe comunque saltato, ma almeno l’altro avrebbe visto un set al pieno delle sue potenzialità. Niente da fare, Progetto Nudo Quartetto rimandato a domenica 4 settembre.

Cioè oggi.
Cioè un disastro.
Il “totale” lo riservo a cose peggiori.
Ma sono comunque quelle cose che te le fanno girare.

Dalla pagina facebook di Musica sulle Bocche si apprende

Programma 4 settembre 

Ore 18.00 Tramonto a Capo Testa – GLI EX “Pirati di Terra e di Mare”
Ore 21.00 Piazza Santa Lucia – GUANO PADANO
Ore 22.30 Piazza Santa Lucia – AREA International Popular Group 

IN CASO DI MALTEMPO GLI SPETTACOLI SI SVOLGERANNO AL PALAZZETTO DELLO SPORT
Ingresso agli spettacoli: biglietto unico di 10 € 

Questo intorno alle 13. Bene, la cornice del Palazzetto dello Sport non è lontanamente paragonabile a S.Lucia, ma che diamine, almeno i concerti si faranno.
Nella vulgata le chiamano “le ultime parole famose”.  La pioggia riprende le sue danze e un nuovo comunicato annuncia

ulteriore aggiornamento 4 settembre
DOMENICA 4 SETTEMBRE si svolgeranno in piazza Santa Lucia a Santa Teresa Gallura, a partire dalle ore 19.30. In caso di pioggia la manifestazione verrà spostata al Palazzetto dello Sport di Santa Teresa Gallura. 
Il concerto di Progetto Nudo Quartetto saltato ieri a causa della pioggia verrà recuperato oggi alle 19.30. Seguiranno gli EX, con “Pirati di terra e di mare” alle 20, i Guano Padano alle 21 e gli AREA alle 22.30.

Anche la lingua italiana comincia a mostrare i primi segni di cedimento insieme all’organizzazione del Festival, per comprendere meglio il messaggio è necessario spulciare tra le risposte alle domande di chiarimento

tutto confermato, tutti gli spettacoli (anche quello inizialmente previsto a Capo Testa) si terranno in piazza Santa Lucia, ora di inizio 19.30 circa. solo in caso di pioggia al palazzetto. vi aspettiamo, grazie!

Ce la possiamo fare, con difficoltà ma ce la possiamo fare. Intorno alle ore 20 però, la debacle assume proporzioni consistenti, mentre una macchina con l’altoparlante passa per le vie del paese annunciando le modifiche nel programma, donando contorni sinistri al tramonto sulle Bocche.
Le gocce si fanno insistenti, grosse e severe a inchiodare il coperchio sulla cassa della kermesse, le voci si rincorrono: “dai che passa tutto e si fa”, “spostano al Palazzetto?”, “aspettiamo ancora un po’ e vediamo”, “giù al Palazzetto è già tutto predisposto, nel caso ci si trasferisce là”.
Sotto la pioggia, uno sconsolato Enzo Favata, sguardo perso e voce bassa, comunica ai pochi presenti l’annullamento dei concerti in programma: Progetto Nudo Quartetto, EX, Guano Padano e Area. La serata principale del Festival e una parte di quella precedente saltano. Al Palazzetto dello Sport non era predisposto alcun impianto, sarebbero occorse almeno tre ore per smontare, trasportare, rimontare. Più il soundcheck. Di quattro gruppi. Orario di inizio stimato? Le 2-2.30 forse.
Non per la pioggia. Saltano per l’indecisione, per le scelte azzardate, per piccole ma costanti carenze che sommate divengono una. mancanza. evidente. -un tendone a coprire almeno i posti in piazza S.Lucia sul modello di Sant’Antiocru a Gavoi per il Festival Letterario Isola delle Storie-.

Il faccione di U.T. Gandhi che si allontana sconsolato, i commenti dei pochi presenti accorsi nell’indecisione di una giornata, il rimborso dei biglietti. Queste sono le ultime immagini che porto dentro. Non quelle degli Area che intonano “Luglio Agosto Settembre (Nero)”, il loro pezzo che preferisco, il pezzo che aspettavo da giorni, così ficcante nelle note nel testo, nel significato, tanto da sentirlo mio. No, niente di tutto questo.

Solo acqua che ormai ha smesso di gocciolare e una piccola pozzanghera ai miei piedi.
Stasera butta così. Domani è un altro giorno. Ma stasera anche Rossella O’Hara è motivo di irritazione.


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