Tra arcobaleno e proeittili

Posted on 23 maggio 2011

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Sabato 21 maggio si è svolta a Cagliari la terza edizione della Manifestazione Contro l’Omofobia, evento organizzato in ricordo della Giornata Mondiale Contro l’Omofobia e la Transofobia che si celebra il 17 maggio, anniversario di una data storica: in quella data del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellava l’omosessualità dall’elenco della malattie mentali.

La Manifestazione è divenuta in poco tempo uno degli eventi solidali più sentiti e partecipati di Cagliari, e anche quest’anno nonostante la pioggia i partecipanti sono stati circa 2000, un risultato davvero significativo e di ottimo auspicio. Come sempre il luogo del raduno è stata Piazza Garibaldi, centro nevralgico per tante manifestazioni, punto dal quale si snodano la maggioranza dei cortei a Cagliari, e questa volta, a contrastare il grigiore del cielo ci hanno pensato le due grandi bandiere arcobaleno portate dai manifestanti, la musica e le parole che uscivano dagli altoparlanti del mezzo che apriva la manifestazione a infrangere la routine della città, le bandiere gli striscioni e le voci di tutte le associazioni che hanno partecipato a questa festa.

Perché di festa si può parlare, dopo un corteo che ha attraversato via Sonnino, via Roma con la tappa classica sotto la sede del consiglio regionale, via Manno e via Garibaldi, una circolare che è ritornata in Piazza Garibaldi per concludere al meglio l’avvenimento: un palco che ha visto l’esibizione di Gianni Dettori, Marascia, Ezechiele 25/17, Getta a Bibiri Social Club, Jerry, Larry and the Shy Boys, Venefica & Revenant, Le donne di carta, Monica Serra e tanti altri, il tutto animato dalle fantastiche drag queen La Trave Nell’Okkio, Sillycon Drop, Sequencè, Golden Lady, Lil’ Brit, Proud Mary. Uno spettacolo divertente e impegnato, che con il sorriso rivendica i suoi diritti.

Come per ogni manifestazione, non sono mancate poi le polemiche. Nella discesa lungo via Sonnino il corteo è passato dinanzi alla sede del candidato Sindaco Massimo Fantola, e dagli altoparlanti si sono udite la parole “omofobi di merda”. Da questo punto in poi, nelle ore successive la manifestazione, si è scatenata la bagarre sul web. In un comunicato comparso sul suo sito, Massimo Fantola ha denunciato gli insulti contro la sua persona (http://www.fantolasindaco.it/index.php?option=com_content&view=article&id=235:manifestazione-contro-lomofobia-insulti-contro-fantola&catid=35:blog&Itemid=63), accompagnato in seguito da un video confezionata dal suo staff e caricato su youtube.

E’ triste però constatare che il video sia il risultato di un montaggio male assortito, poiché bastava essere presenti al corteo per conoscere una differente realtà. Le voci seccate di molti manifestanti non erano certo rivolte al candidato sindaco, quanto piuttosto ai referenti nazionali dei partiti che lo appoggiano, colpevoli di aver bocciato due volte il testo base della legge sull’omofobia presentato presso la Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati. Di più, si punta anche il dito verso il candidato sindaco Massimo Zedda e dell’ex-governatore Renato Soru, presenti alla manifestazione; secondo le parole di Fantola, entrambi avrebbero dovuto smarcarsi da tali accuse. Ma perché mai avrebbero dovuto farlo se queste corrispondono alla realtà e se non erano rivolte alla sua persona? Il montaggio lascia poi sottintendere che i promotori delle accuse siano stati proprio questi ultimi, in una dinamica dei fatti che li vorrebbe dinanzi alla sede di Massimo Fantola al momento della protesta: niente di più falso, poiché entrambi erano distanti in quel momento, proprio in coda al corteo e con essi alcuni esponenti del partito Sinistra, Ecologia e Libertà, facente capo a Massimo Zedda. Per avere il quadro finale, basti guardare il video sottostante. Insomma, una polemica zoppa.

Questa mattina, come riporta una nota di Radio Press “una lettera con un proiettile esploso, il simbolo di falce e martello e la scritta con un pennarello rosso: “Fantola ritirati, lascia Cagliari a Massimo Zedda” è arrivata stanotte nella sede elettorale di Massimo Fantola, in via Sonnino.” A tal proposito, non si è fatta attendere la solidarietà espressa a Fantola da parte di Zedda che afferma: “apprendiamo la notizia della busta depositata all’ingresso della sede elettorale del candidato sindaco del centrodestra ed esprimiamo la nostra solidarietà a Massimo Fantola e a tutti i componenti del suo staff. Siamo sicuri che sia il gesto di qualche stupido che ha l’unico obiettivo di incattivire le ultime ore prima del ballottaggio.” In questo caso la condanna era necessaria, e così si è manifestata.

In Italia il clima politico non è più caldo, ma torbido. Una cornice che da Milano a Napoli passando per Cagliari, si appiglia a qualsivoglia genere di -fobia per portare a casa la vittoria, per infangare il candidato opposto. E’ questo il clima che partorisce proteste come quella avvenuta a Cagliari durante la manifestazione, proteste legittime quando ad essere calpestati quotidianamente sono i diritti delle persone e sui quali è anche difficile scindere il locale dal nazionale.

Ma soprattutto, una domanda rimbomba in maniera più fragorosa delle altre: Massimo Fantola avrebbe potuto partecipare al corteo contro l’omofobia no? Forse la risposta non la si saprà mai.

(La foto è stata scatta da Irene Melis)


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