Stop the use of child soldiers

Posted on 16 febbraio 2011

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Per bambini soldato si intendono tutti quei giovani al di sotto dei 18 anni che siano collegati a un esercito regolare o irregolare; non è necessaria la loro diretta partecipazione a un conflitto per essere considerati tali, perché le mansioni forzosamente affidate loro sono tra le più varie, in particolar modo nel ruolo di corriere, come portatori o nelle cucine.  Il rapporto redatto dalle Nazioni Unite nel 2006, conferma l’esistenza di un numero compreso tra i 250.000 e i 300.000 bambini soldato, e le nazioni coinvolte sono: Afghanistan, Burundi, Chad, Colombia, Costa d’Avorio, Iraq, Liberia, Myanmar, Filippine, Nepal, Somalia, Sri Lanka, Sudan, Uganda e Repubblica Democratica del Congo, nazione dove è presente circa il 10% del totale di tutti i bambini soldato.

Sicuramente tra le piaghe più tragiche della vicenda vi è il loro utilizzo come schiavi sessuali degli ufficiali di più alto grado, una sofferenza che soprattutto le bambine sono costrette a subire.

L’arruolamento può avvenire in vari modi, tutti comunque connessi alle situazioni di estremo degrado nelle quali vengono a trovarsi i minori, che spesso scelgono volontariamente di entrare a far parte di un gruppo militare, sia una scelta dettata dalla difficile situazione socio-economica oppure per spirito di vendetta, dopo aver assistito alle ingiustizie subite dai propri familiari e portate avanti da un’opposta fazione in lotta. Crescono sempre più i casi di rapimento di bambini e bambine per ingrossare le fila di eserciti per lo più irregolari, portando avanti campagne di indottrinamento per questi giovani e renderli obbedienti alle regole militari, spesso drogati per facilitare l’operazione, portando le loro menti in un perenne stato di eccitazione, funzionale alle missioni più cruente.

La rigidità della vita militare è cosa ben nota, si può quindi solo immaginare quanto questo sia amplificato per un fanciullo nell’età della crescita, costretto a un continuo stress psico-fisico, andando a intaccare le funzioni mentali dei giovani esasperando i traumi già subiti, senza dimenticare che le loro schiene e spalle possono deformarsi per il peso delle armi. Lo stato di precarietà nel quale sono mantenuti comporta che siano gli ultimi beneficiari delle scarse risorse alimentari per cui spesso sono malnutriti e a causa delle pessime condizioni igieniche, soffrono di infezioni respiratorie, cutanee, alimentari. Sono inoltre frequenti malattie sessuali e AIDS.

Le ferite psicologiche sono quelle più difficili da rimarginare. L’essere stati testimoni, o l’aver essi stessi commesso atrocità, ha serie ripercussioni non solo nella vita personale (incubi ricorrenti, incapacità di riadattamento ecc.) ma nell’intero tessuto sociale in cui essi stessi sono inseriti. La maggior parte di quelli che sopravvivono alla guerra e tornano nel loro ambiente naturale evidenziano enormi difficoltà ad inserirsi nella vita di famiglia, di relazioni, nel riprendere il lavoro o lo studio. Infatti l’impiego delle armi, a volte per anni, comporta una situazione di perenne tensione per il fanciullo, portato a misurarsi solo con rapporti di forza che condizionano il resto della sua vita, triste riflesso della vita militare.

Lo Statuto della Corte Penale Internazionale

Secondo lo Statuto della Corte Penale Internazionale, nella definizione di “crimini di guerra” è incluso l’“arruolare in modo forzato o obbligatorio bambini con meno di 15 anni di età al fine di farli partecipare attivamente alle ostilità (art. 8.2 lett.b); e nel caso in cui siano stati arruolati in modo forzato o obbligatorio bambini “con meno di 15 ani di età, o usando per partecipare attivamente alle ostilità”(art. 8.2 lett. e).

Con questo articolo viene proibita non solo la partecipazione diretta dei bambini al combattimento, ma anche la loro partecipazione attiva alle attività militari collegate al combattimento come l’esplorazione, lo spiare, il sabotaggio e l’uso dei bambini come facchini, corrieri, o basisti nei punti di controllo militari.
Lo Statuto definisce “crimine contro l’umanità” anche lo sfruttamento sessuale (art. 7.1 g).

Lo Statuto è entrato in vigore il 1° luglio 2002 con la ratifica da parte del sessantesimo Stato.

L’Italia l’ha ratificato con Legge n. 232 del 12 luglio 1999, anche se non è stato ancora completato il processo di adeguamento normativo dell’ordinamento italiano ai contenuti dello Statuto.

Il Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (maggio 2000) vieta che i minori di 18 anni possano essere soggetti a leva obbligatoria e partecipare ai conflitti sia negli eserciti sia nei gruppi di opposizione armata. E’ permesso però l’arruolamento volontario ai minori di 18 anni. Gli Stati, all’atto della ratifica del Protocollo,  devono comunicare l’età minima per la leva volontaria (16-17 anni). Il protocollo è entrato in vigore nel febbraio 2002 ed è stato ratificato da 114 Stati. La partecipazione ai conflitti è vietata anche dalla Convenzione ILO sulla proibizione  e l’immediata eliminazione delle  peggiori forme di lavoro minorile (giugno 1999).

Per la stesura del protocollo opzionale, è stato fondamentale l’apporto della Coalizione Stop all’Utilizzo dei Bambini Soldato (http://www.child-soldiers.org/home), con lo scopo di sensibilizzare le persone sull’argomento e sollecitare l’adozione di strumenti legislativi internazionali in materia.

Per contrastare il fenomeno dell’utilizzo dei bambini soldato, la coalizione “Stop all’Uso dei bambini soldato!” ha istituito il “Red Hand Day”, la Giornata della Mano Rossa.
L’obiettivo del Red Hand Day consiste nell’affermare pubblicamente la propria contrarietà all’utilizzo di bambini, bambine e adolescenti come soldati, dando visibilità allo slogan “Stop all’Uso dei bambini soldato!”, attraverso la realizzazione di varie iniziative in cui sia presente il simbolo della Mano Rossa.

“Racconterò storie alla gente che ascolterà e anche quelli che non vogliono ascoltare, alla gente che viene a cercarmi e alla gente che mi sfugge. E saprò sempre che ci sei. Come potrei fare finta che non esisti? Sarebbe impossibile, come lo sarebbe per te fare finta che non esisto io” Dave Eggers, “Erano Solo Ragazzi in Cammino”


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